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Il viaggio infinito di chi sogna il mare a pochi chilometri da casa

Noi torinesi o milanesi che amiamo il mare quando ci viene voglia di andare al mare ma abbiamo solo un paio di giorni per stare al mare prendiamo l’auto e puntiamo verso la Liguria. Ciascuno ha il suo luogo del cuore: dalle Cinque Terre a Latte la scelta non manca, passando per Bordighera Sanremo Alassio Albenga Loano Pietra Finale Varigotti Noli et cetera fino a Recco Chiavari Camogli Santa (Margherita) Levanto. Solo che per noi torinesi e milanesi arrivare in Liguria è come diventare personaggi di un film distopico, in cui le autostrade – nate in origine per snellire il traffico e favorire i collegamenti – sono trappole. È ormai una vita che ai primi caldi primaverili mi spingo in Liguria, ogni volta memore della felicità che provavo da bambino ogni volta che a bordo della 500 bianca guidata da mio padre vedevo il mare dopo l’ultima curva della Torino-Savona ed esclamavo “Il mare!”, e da una vita sono costretto a constatare che mai, mai e poi mai mi è toccata in sorte la fortuna di arrivare a destinazione senza incappare in un, due, tre, quattro, dieci, dodici cantieri, con le relative code chilometriche e gli inesorabili rallentamenti. Arrivare in Liguria da Milano non è diverso. E ciò significa davvero amare oltremodo il mare, e dunque anche la Liguria: perché se non amassimo oltremodo il mare e la Liguria non ci sottoporremmo volontariamente a questa inesorabile ordalia. Dovremmo ottenere, tutti noi che amiamo il mare e dunque la Liguria, se non la cittadinanza onoraria presso i nostri rispettivi luoghi del cuore, almeno una porzione di focaccia gratis. Ma in Liguria ci sono i liguri, si sa, e questo non è possibile.